domenica 17 febbraio 2019
martedì 12 febbraio 2019
Tocca a me...
Ero seduto su di una vecchia poltrona in una sala di attesa di un dentista facendo considerazioni varie sulla mia affannosa ricerca a qualsiasi cosa mi potesse fare star male: un po’ di tranquillità no, eh? Il dentista… una cosa che ho sempre odiato, che non ho mai potuto soffrire, a cui non mi abituerò mai: pensavo che la cosa peggiore era quella di farsi cavare un dente ma mi sbagliavo di grosso… persino una semplice pulizia con gli “ultrasuoni” mi ha “fatto morire”… che poi uno pensa: gli ultrasuoni sono onde e quindi non dovrebbero far male… AAARGHHHH!!!
Su quella maledetta poltrona sembrava che stessi facendo una prova di levitazione: ero talmente rigido che mi reggevo su di un punto e se avessero tolto la poltrona sotto di me sarei rimasto sospeso…
Vabbè, era solo per dire…
Torniamo al motivo per cui avevo deciso di scrivere questo post…
Mentre facevo queste ed altre considerazioni (una era la figura che avrei fatto se, mentre aspettavo, fossi scappato via senza dire niente), ti esce dalla porta dello studio una ragazza con un sorriso radioso e questo sorriso era rivolto al suo uomo che l’aspettava fuori… si sono guardati, sono usciti insieme, mano nella mano e, fuori dalla porta finestra, in un punto in cui ancora potevo vederli, si sono abbracciati e baciati…
Una struggente tenerezza mi ha travolto, i ricordi sono di colpo tornati alla mente, la consapevolezza di non poter mai più provare quei momenti mi ha fatto dimenticare per qualche minuto il timore del dentista e, chiudendo gli occhi, mi sono rivisto felice in un tempo ormai troppo lontano…
Lo so, il tempo passa, le emozioni passano, tutto passa, ma il mio cuore continua a battere e sente la mancanza di “quelle” emozioni e i rimpianti diventano sempre più pesanti da sopportare e i miliardi di cose che mi affanno a mettermi in testa per cercare di non pensare, non bastano più: i momenti di “malinconia” sono sempre più presenti e… pesanti…
I due sono poi andati, mano nella mano e non so se sono stati “toccati” da una grande dose di “invidia” proveniente da quella anonima sala di aspetto di un dentista in una sera autunnale piovosa e fredda…
Poi, di colpo, la voce suadente della dottoressa mi riporta alla realtà: To, vieni, tocca a te…
Tocca a me…
sabato 9 febbraio 2019
martedì 29 gennaio 2019
Giusy, 4 anni senza te...
Te ne sei andata in silenzio, lasciando un vuoto incolmabile, colpita da una malattia infida che in 4 giorni ti ha portato via...
Passerà anche questa, dicono tutti, ma io continuo a pensarti rivivendo tutti i nostri momenti insieme, fin dall'inizio in cui ti presentasti a me con il tuo sorriso e la tua immensa voglia di vivere, a me che ero ancora coinvolto da una storia finita male, a me che non avevo nessuna voglia di andare avanti, facendomi capire che la vita andava avanti, nonostante tutto...
Eravamo diventati amici strettissimi, come se ci conoscessimo da bambini, come poteva essere visto che abitavamo nella stessa strada a 100 metri di distanza uno dall'altra.
Il destino ci ha fatto conoscere dopo quasi 40 anni ed insieme abbiamo rimpianto il fatto di non esserci conosciuti prima, fantasticando su quello che sarebbe potuto succedere solo se...
Ma la nostra vita è piena di "se", a cui però non potremo mai dare una risposta, e ringraziavamo il fatto di esserci conosciuti tardi ma comunque ritrovati dopo tanto tempo e ci siamo frequentati per un periodo, ognuno con una vita alle spalle non sempre perfetta, ma con tanta gioia di essere insieme: si scherzava, si rideva, si parlava in dialetto ed ogni volta ringraziavo di averti trovata, sempre disponibile ad ascoltarmi, a dare consigli, a farmi fare un sorriso...
Ed ora te ne sei andata, senza nemmeno poterti dare un ultimo abbraccio, accontentandomi di dare una semplice carezza all'urna che conteneva le tue ceneri, piangendo e maledicendo il male che ti aveva portato via... e "chi" aveva permesso questa cosa!
Mi sento ancora più perso senza di te, leggo ancora le tue ultime parole che mi scrivesti qualche giorno prima, vedo ancora le tue foto in cui appari bellissima, non riesco a cancellare il tuo numero di telefono, sperando in un impossibile miracolo...
Mi manchi Giusy, mi manchi da morire e mi riesce difficile ad immaginarmi senza di te, senza le nostre chiacchierate... senza il tuo sorriso...
Non so cosa succederà, so solo che mi manchi e che continuo a guardare il cielo sperando di poterti vedere splendere tra le nuvole...
Ti prego, continua a tenermi per mano... perchè ho ancora bisogno di te...
Tonino
Passerà anche questa, dicono tutti, ma io continuo a pensarti rivivendo tutti i nostri momenti insieme, fin dall'inizio in cui ti presentasti a me con il tuo sorriso e la tua immensa voglia di vivere, a me che ero ancora coinvolto da una storia finita male, a me che non avevo nessuna voglia di andare avanti, facendomi capire che la vita andava avanti, nonostante tutto...
Eravamo diventati amici strettissimi, come se ci conoscessimo da bambini, come poteva essere visto che abitavamo nella stessa strada a 100 metri di distanza uno dall'altra.
Il destino ci ha fatto conoscere dopo quasi 40 anni ed insieme abbiamo rimpianto il fatto di non esserci conosciuti prima, fantasticando su quello che sarebbe potuto succedere solo se...
Ma la nostra vita è piena di "se", a cui però non potremo mai dare una risposta, e ringraziavamo il fatto di esserci conosciuti tardi ma comunque ritrovati dopo tanto tempo e ci siamo frequentati per un periodo, ognuno con una vita alle spalle non sempre perfetta, ma con tanta gioia di essere insieme: si scherzava, si rideva, si parlava in dialetto ed ogni volta ringraziavo di averti trovata, sempre disponibile ad ascoltarmi, a dare consigli, a farmi fare un sorriso...
Ed ora te ne sei andata, senza nemmeno poterti dare un ultimo abbraccio, accontentandomi di dare una semplice carezza all'urna che conteneva le tue ceneri, piangendo e maledicendo il male che ti aveva portato via... e "chi" aveva permesso questa cosa!
Mi sento ancora più perso senza di te, leggo ancora le tue ultime parole che mi scrivesti qualche giorno prima, vedo ancora le tue foto in cui appari bellissima, non riesco a cancellare il tuo numero di telefono, sperando in un impossibile miracolo...
Mi manchi Giusy, mi manchi da morire e mi riesce difficile ad immaginarmi senza di te, senza le nostre chiacchierate... senza il tuo sorriso...
Non so cosa succederà, so solo che mi manchi e che continuo a guardare il cielo sperando di poterti vedere splendere tra le nuvole...
Ti prego, continua a tenermi per mano... perchè ho ancora bisogno di te...
Tonino
giovedì 24 gennaio 2019
attimi
In fondo, ad un certo punto della nostra esistenza, la vita è fatta di attimi… a noi non resta che assaporarli il più possibile e incamerarli dentro, nel nostro cuore, nella nostra mente…
Rivederti, dopo quasi 5 anni, è stato immenso, rivivere, solo per un po’, tutto quello che c’è stato e maledirsi per non aver saputo prendere in mano tutto quello che di buono mi offrivi.
Il tuo viso, i tuoi sorrisi, la tua parlantina, quel maledetto telefonino sempre in uso… tutto è rimasto uguale, mancavano solo i tuoi occhi innamorati in cui mi perdevo, che mi davano forza, che mi facevano sentire unico.
Mi hai parlato di te, della tua vita e, a volte, mi soffermavo a guardarti come non facevo da 5 anni, sentendo salire dentro di me la gioia per averti lì davanti, non pensando, una volta tanto, al momento in cui saresti andata via.
Tu non eri più mia, io non ero più tuo, ma il momento era solo nostro (e del telefonino) ed ero felice.
Inevitabili i ricordi, inevitabili i “se” e i “ma” affrontati con apparente serenità: quello che era stato, era stato ed ora non era più, questa era la “triste” verità e non restava che assaporare quell’attimo, pensando che forse non ce ne saranno altri: chissà se mai ricapiterà l’occasione di rivedersi.
Un abbraccio, un abbraccio come il nostro primo, e sei andata via, per la tua strada, una strada senza di me che chissà se un giorno potrà re incrociarsi con la mia.
Grazie di avermi ridato un po’ di vita.
sabato 19 gennaio 2019
fumo
Questa sera non c'è vento....
Il fumo della sigaretta indugia intorno a me, non va via, come i miei pensieri, mi entra negli occhi e una lacrima mi annebbia la vista... Si, deve essere senz'altro il fumo... credo...
domenica 13 gennaio 2019
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